Discografia
Biyo (2010)
Registrato tra Italia ed Etiopia, prodotto da Fabio Barovero e pubblicato da Egea Music, l'album è composto da 11 tracce.
Nel brano di apertura (Traccia 1 “Biyo”) Saba racconta il cuore liquido di un’Etiopia ricca d’acqua, che pure vive in uno stato di continua emergenza idrica. E se l’acqua stessa è simbolo d’amore, di vita (Traccia 11 “Weha”), il Mediterraneo, diventa culla di speranza e morte per molti che bussano disperati alle porte d’Europa (Traccia 4 “Acqua di mare”): il Mare Nostrum è il cielo sopra la testa d’Africa, l’azzurro fluido di una speranza che affoga al largo delle nostre coste (Traccia 5 “Amal Fatah”). Dai brani sull’acqua e la preziosità del mare come porta di comunicazione tra i popoli (Traccia 8 “Djibuti Road”), al dialogo ideale con il padre, ex ufficiale dell’esercito (Traccia 9 “My father was a soldier” ): le domande, le contraddizioni, i nodi dolorosi di un passato italiano di guerra in terra d’Africa. La cantautrice, che offre il suo benvenuto in un territorio sonoro interculturale in cui tutti possono avere sicura cittadinanza a prescindere dalle appartenenze (Traccia 2 “Welcome”), racconta poi della storia passionale tra la Regina di Saba e il mitico Salomone da cui si narra nacque la stirpe degli etiopi (Traccia 3 “Solomon”), dell’abbraccio “fisico” che rivolge agli amici alberi minacciati dal “disboscamento selvaggio” delle foreste africane, pratica che espone il continente agli effetti più brutali e devastanti dei cambiamenti climatici (Traccia 10 “Forest”). Dopo la struggente ballata dei “senzaterra” in balia del proprio destino di viaggiatori, immigrati, trapiantati (Traccia 6 “Yet Nou”), il brano "Crowded Desert" conduce dal deserto affollato di gente in fuga a piedi, al deserto urbano d’occidente, frenetico e brulicante di uomini spesso inariditi, chiusi nel proprio egoismo di difesa dall’altro, dallo straniero, dal bisognoso.
Significativa la presenza di musicisti di Addis Abeba, con strumenti tipici della cultura etiopica come il krar, masinko, washinti, sax. Questi contributi fanno parte dell’effervescente melting pot sonoro, di lingue e di culture del disco, registrato anche con il fondamentale apporto degli abituali musicisti che finora l’hanno accompagnata dal vivo: Martino Roberts, Tatè Nsongan, Salvio Vassallo, Cheikh Fall.
Jidka (2008)
Pubblicato da World Music Network, una delle più importanti etichette del panorama world music internazionale, “JIDKA (The Line)” vede la sua uscita in tutto il mondo dal 24 settembre 2007 in poi. Si tratta di una produzione italiana , nata e realizzata tra Torino e Roma, con la produzione artistica di Fabio Barovero.
Composto da 12 tracce inedite e registrato a Torino, “JIDKA (The Line)”, che in italiano significa “la strada”, “la linea” (da qui deriva il sottotitolo “The Line”), è principalmente cantanto in lingua somala. SABA parte proprio dalla linea che attraversa realmente il suo ventre dividendolo in due porzioni (una più chiara ed una più scura) per raccontare la sua musica di naturale mescolanza, che da Mogadiscio abbraccia il Corno d’Africa ed oltre, fino a risuonare di ritmi r’n’b e cadenze soul.
Dall'incontro con quest’Africa, scaturiscono i temi del viaggio, della rete diasporica, degli affetti, della nostalgia, dell’immigrazione, ma soprattutto, come importante controtendenza in quest’epoca di nazionalismi in competizione, il tema dell’identità dinamica, multipla e in costante movimento. Il disco si arricchisce anche della collaborazione di musicisti emigranti provenienti da altre regioni africane come il Senegal, il Gabon e il Camerun, paese d’origine di Tatè Nsongan, autore di lavori sensibili ai contatti e agli scambi tra culture, che qui fornisce il suo importante contributo musicale e autorale.