Saba al festival Voci del Verbo Andare, Cattolica 24 novembre

SABA in dialogo con Emiliano Visconti e il pubblico.

CON FINEM

Ibridi, cioè grandi viaggiatori.
Una linea profonda marca il confine che ci contiene, viviamo parte del nostro tempo ignorandola, nelle nostre giovanili convinzioni. Il solco  per un po’ dorme, giocando a nascondino con le nostre paure. Ma negli anni più importanti della vita si scalda, diventa incandescente. Come la linea alba che divide il ventre e  imbrunendosi s’ispessisce su di una pancia gravida. Diventa urgente far partorire il confine, spingere fuori il bisogno di attraversamento, generare il nostro diavolo creativo, che è un demone viaggiatore.
Sarà finalmente tracciato il nostro luogo d’appartenenza non con l’isolamento, ma attraverso l’abbattimento delle barriere, permettendo alle diverse culture dei nostri padri, ai generi, agli stili e agli svariati repertori, di varcare il confine, arricchendosi reciprocamente, curando il vuoto e l’assenza. In un’epoca di nazionalismi in competizione, noi riscriviamo la nostra storia tra identità multipla, sradicamento e ritorno.
Genitori di noi stessi.
Presto ci accorgeremo più delle contiguità che delle differenze. Il confine, forte del suo etimo, includerà e trascenderà la fine: non ci spaventerà il limite.
E il viaggio curerà il nostro sottile disagio per l’indefinitezza, come una lupa che lecca i suoi cuccioli e li spinge poi con il muso verso la vita.

(Saba Anglana)

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Presentazione di "Lettera al mio Fantasma" Museo civico della Paleontologia e dell'Uomo, Lizzano 14 ottobre

"Semplicemente
siediti qui, su questi fogli, fatti raccontare. Immagina
questa come una ribalta, l’occasione
per uscire dall’indefinitezza, dài il filo ai tuoi
contorni e prenditi tutta la luce dei protagonisti.
Io forse proverò un tenue sollievo a farti
uscire dalle piccole cose, a svuotarle dalla tua
presenza. Perché voi fantasmi amate abitare
i particolari, gli oggetti che sembrano innocui,
vi intrufolate nelle pieghe, tra un foglio
e l’altro, poi spalancate la vostra bocca nelle
ore inoperose, quando sembra non ci sia altro
spazio che per il riposo e invece... invece arriva
lo spavento."

(da Saba Anglana - "Lettera al mio Fantasma, Piccola epopea dell'assenza, ed. AnimaMundi 2018)

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Saba al Festival "Il Canto della Sisilla" 28 luglio

Le piccole dolomiti vicentine offriranno presso Campogrosso la loro cornice suggestiva ai canti e ai racconti di Saba accompagnata dalle note di Fabio Barovero, per il festival Il Canto della Sisilla, diretto da Patrizia Laquidara.

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Saba incarna le figure femminili dell'Odissea nello spettacolo teatrale di Marco Paolini, con la regia di Gabriele Vacis

"Il Calzolaio di Ulisse" di Marco Paolini e Francesco Niccolini, una produzione Jolefilm. Debutto il 12 luglio al Teatro Romano di Verona. "Una storia di dèi, mostri, uomini e guerrieri, maledettamente imparentati e legati fra di loro. E il perno è Ulisse, nipote di Hermes, amato e protetto da Atena, da Poseidone perseguitato, da Calipso immensamente desiderato e concupito da Circe. Intorno a questo signor Nessuno prima o poi incontri tutto il resto, ramificato e contorto come l’immenso ulivo nel quale scolpì il talamo nuziale suo e di Penelope, la donna che vent’anni – non si sa come – seppe attenderlo."

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