Saba al festival Voci del Verbo Andare, Cattolica 24 novembre

Tours

SABA in dialogo con Emiliano Visconti e il pubblico.

CON FINEM

Ibridi, cioè grandi viaggiatori.
Una linea profonda marca il confine che ci contiene, viviamo parte del nostro tempo ignorandola, nelle nostre giovanili convinzioni. Il solco  per un po’ dorme, giocando a nascondino con le nostre paure. Ma negli anni più importanti della vita si scalda, diventa incandescente. Come la linea alba che divide il ventre e  imbrunendosi s’ispessisce su di una pancia gravida. Diventa urgente far partorire il confine, spingere fuori il bisogno di attraversamento, generare il nostro diavolo creativo, che è un demone viaggiatore.
Sarà finalmente tracciato il nostro luogo d’appartenenza non con l’isolamento, ma attraverso l’abbattimento delle barriere, permettendo alle diverse culture dei nostri padri, ai generi, agli stili e agli svariati repertori, di varcare il confine, arricchendosi reciprocamente, curando il vuoto e l’assenza. In un’epoca di nazionalismi in competizione, noi riscriviamo la nostra storia tra identità multipla, sradicamento e ritorno.
Genitori di noi stessi.
Presto ci accorgeremo più delle contiguità che delle differenze. Il confine, forte del suo etimo, includerà e trascenderà la fine: non ci spaventerà il limite.
E il viaggio curerà il nostro sottile disagio per l’indefinitezza, come una lupa che lecca i suoi cuccioli e li spinge poi con il muso verso la vita.

(Saba Anglana)