Jidka

Discografia

2008

JidkaPubblicato da World Music Network, una delle più importanti etichette del panorama world music internazionale, “JIDKA (The Line)” vede la sua uscita in tutto il mondo dal 24 settembre 2007 in poi. Si tratta di una produzione italiana , nata e realizzata tra Torino e Roma, con la produzione artistica di Fabio Barovero. Composto da 12 tracce inedite e registrato a Torino, “JIDKA (The Line)”, che in italiano significa “la strada”, “la linea” (da qui deriva il sottotitolo “The Line”), è principalmente cantanto in lingua somala. SABA parte proprio dalla linea che attraversa realmente il suo ventre dividendolo in due porzioni (una più chiara ed una più scura) per raccontare la sua musica di naturale mescolanza, che da Mogadiscio abbraccia il Corno d’Africa ed oltre, fino a risuonare di ritmi r’n’b e cadenze soul.

Dall'incontro con quest’Africa, scaturiscono i temi del viaggio, della rete diasporica, degli affetti, della nostalgia, dell’immigrazione, ma soprattutto, come importante controtendenza in quest’epoca di nazionalismi in competizione, il tema dell’identità dinamica, multipla e in costante movimento. Il disco si arricchisce anche della collaborazione di musicisti emigranti provenienti da altre regioni africane come il Senegal, il Gabon e il Camerun, paese d’origine di Tatè Nsongan, autore di lavori sensibili ai contatti e agli scambi tra culture, che qui fornisce il suo importante contributo musicale e autorale.

In Jidka (The Line), il suo debutto musicale, si esplora il divario tra la Somalia e l'Italia con rara sensibilità e umorismo gentile; una perfetta miscela di chitarre acustiche e koras con i tradizionali ritmi africani e percussioni contemporanee. Il risultato riflette sia la ricerca della donna per la sua identità e sia cosa significhi essere vivi nel 21 ° secolo, in un tempo in cui così tante persone vivono in più di una cultura.

A Saba si sono uniti al djembe, chitarra e percussioni un amico e collaboratore di vecchia data, Taté Nsongan, dal Camerun, il kora senegalese Lao Kouyate e alla voce Felix Moungara. L'album è prodotto dal noto musicista / compositore Fabio Barovero, fondatore dei Mau Mau e del progetto Banda Ionica. Come dice Saba, abbiamo lavorato per realizzare un sound che unisce passato e presente, tradizione e modernità, con la mente aperta a un futuro di crescenti mescolanze culturali.

Saba voleva un modo per raccontare la sua storia - dal punto di vista di una persona di razza mista - e di concentrarsi sulla sua identità come qualcosa su più livelli e con molte influenze diverse. Ha iniziato con la sua lingua madre - la lingua in cui è cresciuta ascoltando. Questo tipo di somalo è colmo di modi dialettali come pure di parole italiane (dato che l'Italia è stata governatore coloniale della Somalia). Volutamente lei non ha corretto questo particolare stile per farlo suonare più vicino al somalo 'ufficiale'. Il suo obiettivo era quello di utilizzare la lingua parlata dalla sua famiglia per ricostruire la sua storia, sulla base di una realtà linguistica. Dice: Non mi interessa la correttezza grammaticale - l'obiettivo era quello di lasciare andare il mio flusso di ricordi e di tradurli in un altra lingua a me molto vicina: la musica.

Della sua musica, Saba dice: Mi ricorda le canzoni che ho sentito quando ero piccola che richiamano un mondo perduto. Ho scritto alcuni dei testi con mia madre. La lingua somala mi dà grande soddisfazione per il suono musicale e la forza espressiva delle sue parole, ma, più di ogni altra cosa, per il valore che questa riunione rappresenta per la mia crescita umana. Sento come se mi stessi muovendo più vicino a una parte di me che vive nella donna che mi ha dato la vita: mia madre. La sera - come ha fatto con le sue sorelle e fratelli intorno al fuoco - abbiamo riscoperto il piacere della narrazione e ho dovuto combattere la sua timidezza per farla parlare in somalo. Come molte persone, non siamo mai stati in grado di tornare in Somalia. Questo è il mio ritorno.